LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE



Di solito a quest’ora starei a scrivere del disastro sportivo della mia prima squadra e degli juniores, oppure delle grandi prestazioni dei miei allievi e giovanissimi. Stasera invece voglio concentrarmi su ciò che sta accadendo a livello nazionale. Non sono negazionista, ho scaricato Immuni e ho catechizzato più volte i miei ragazzi nell’uso della mascherina e nell’importanza del distanziamento. Nonostante tutto l’impegno ci stanno chiudendo di nuovo per Decreto senza nessuna colpa. Io sono un Presidente, un papà, un lavoratore dipendente che come altri papà hanno preso in mano una società dopo un periodo di difficoltà. Avremo potuto chiudere la società e ripartire ex novo (come ci era stato consigliato da avvocati sportivi di fama nazionale), ma non ci sembrava giusto non pagare le tasse dovute da chi ci aveva preceduto e lasciare i fornitori senza i loro crediti. Abbiamo resuscitato una società ormai data da tutti per fallita, ma che era l’animo della nostra collettività, e abbiamo riportato i tesserati da 50 a più di 250 in un paio di anni. Abbiamo rispettato il lockdown e abbiamo riconosciuto un voucher alle famiglie che lo richiedevano. Ora, dopo aver speso migliaia di euro personali per rispettare tutti i protocolli, aver rimesso a posto due strutture comunali, aver addirittura impedito di far le docce ai nostri ragazzi per non rischiare contagi, ci troviamo a dover richiudere tutto, quasi ad essere gli unici responsabili degli aumenti dei contagi in Italia. Nella nostra società nonostante oltre 300 persone tra tesserati e volontari non ci sono stati contagi. Ma domani, per DPCM, dovremo chiudere, lasciare a casa i nostri ragazzi che, invece di essere controllati da noi con i nostri termoscanner e i nostri distanziamenti, saranno liberi di andare nei campetti a giocare senza nessun controllo. Ma tant’è lo sport in questa nazione non è sinonimo di salute (per il Ministro della Sanità non conta proprio). Ci troveremo con una generazione di obesi e hikikomori, ma al nostro Governo non interessa, basta dire “abbiamo punito gli untori” che naturalmente sono sempre i più deboli. A me come Presidente di una piccola società di campagna ha aperto il cuore vedere i miei bambini calcare i campi in assoluta sicurezza negli ultimi 3 mesi senza pericoli per loro, per i loro genitori e per i loro nonni, ma questo non basta ad un governo che punisce i volontari che cercano di far crescere in salute le generazioni future. Io e il mio consiglio trarremo le conseguenze sperando che gli altri genitori ci sostengano e non chiedano i rimborsi, come fatto in questi mesi. Altrimenti saremo costretti a chiudere e lasciare 250 ragazzi in giro per la strada, con conseguenze che tutti si possono immaginare per la nostra società. Scusatemi l’amarezza, ma l’impegno messo da me e dai miei collaboratori, non possono essere umiliati da persone che non conoscono neppure quella che è la differenza tra sport amatoriale e sport dilettantistico o giovanile e che parlano dal loro scranno d’orato senza conoscere la realtà.

Il Presidente AC Casier Dosson

Otello Vendramin